Cronofagia

Tecnica mista su legno (180×55 cm)

La società contemporanea ha un nuovo, grande protagonista: il tempo.
In particolare, quello che ci manca.

Tutti abbiamo la sensazione che il tempo sia una risorsa scarsa. Il numero di cose che vogliamo o dobbiamo fare aumenta costantemente.
L’essenza della vita, il nostro rapporto con l’essere e il tempo, sono totalmente cambiati. La tecnologia che doveva eliminare le distanze e liberare l’uomo si trasforma in una corsa verso la reperibilità continua e senza pause. La velocità entra nei nostri meccanismi mentali. Il nostro cervello necessita di stimoli sempre più intensi e frequenti. L’uomo del XXI secolo teme più di tutto il non avere niente da fare, la noia, il lento scorrere del tempo da mattina a sera.
I minuti, le settimane, gli anni volano come polvere al vento.
Tutto ciò che richiede lentezza, concentrazione, costanza diviene un pericolo, un ostacolo che ci appesantisce e ci rallenta.
In questa corsa frenetica c’è spazio per soffermarci sulle nostre emozioni o coltivare i legami personali. Perfino le nostre necessità fisiologiche si devono adeguare. Il ritmo con cui dormiamo, mangiamo e amiamo è sempre più contratto.
Non ci rimane neppure il tempo di vivere pienamente gli istanti del presente, che nel momento in cui arrivano alla nostra coscienza, già fuggono veloci verso un passato che si allontana a ritmo vertiginoso. Una domanda che è al tempo stesso una affermazione, un allarme e una speranza, una promessa e una minaccia. La lancetta rossa si materializza all’improvviso, immobile di fronte all’osservatore, simbolo di tutto ciò che è proprio davanti ai nostri occhi ma che non vediamo mai. Saremo capaci di trovare il tempo che ci serve prima che sia troppo tardi? Sapremo fermarci o continueremo a correre? Il nostro istante arriverà?